Curcuma: benefici
curcuma

Curcuma: benefici

Una spezia orientale dai molteplici benefici

La curcuma è una spezia in polvere molto usata in cucina, che può dare un tocco di esotico alle ricette di tutti i giorni. Questa sostanza naturale è anche ricca di proprietà benefiche. Scopriamo quali sono.

Cosa è la curcuma

La curcuma è una spezia di origine vegetale, parte integrante della cultura e dell’alimentazione asiatica. Viene prodotta a partire dalla radice di una pianta che gli scienziati chiamano Curcuma longa. Per via del suo tipico colore giallo, la curcuma è anche nota come “radice gialla”, “spezia d’oro” o “zafferano delle Indie”.
Il suo sapore intenso e aromatico e il suo gusto amaro ne fanno un ottimo ingrediente di base per la preparazione di molteplici piatti in cucina, come la carne e il pesce , basti pensare che la curcuma rappresenta la principale componente del curry, ingrediente sempre più diffuso nelle tavole di tutto il mondo.

Il fusto sotterraneo (rizoma) della curcuma è denso e carnoso; la polpa arancione contenuta all’interno del rizoma costituisce la fonte della polvere medicinale della curcuma e può essere bollita, essiccata e macinata.
Grazie ai potenziali effetti sul benessere, la curcuma viene utilizzata in numerosi preparati alimentari (per esempio tè, bevande o salse) o in integratori alimentari.
Se applicata sulla pelle, sembrerebbe che la curcuma ne migliori il colorito e riduca la crescita dei peli del viso, risultando utile per ridurre l’acne.
Nonostante i numerosi benefici della curcuma, la quantità di sostanza attiva (la curcumina) presente nell’organismo dopo la sua assunzione e la facilità con cui essa viene assorbita dal corpo (meccanismo tecnicamente definito “biodisponibilità”) è limitata, probabilmente in seguito a uno scarso assorbimento, un rapido metabolismo e a una rapida eliminazione. L’assunzione concomitante di piperina, un composto attivo presente in un’altra spezia nota a tutti, il pepe nero (Piper nigrum Linn), aiuta a migliorare la biodisponibilità della curcumina del 2000% (come dimostrato dai risultati di uno studio condotto su volontari sani).

Quali sono i benefici della curcuma

In Asia la curcuma è stata utilizzata per secoli in medicina tradizionale. Rimedi a base di curcuma venivano utilizzati fin dall’antichità dagli abitanti di India e Cina e questa spezia è tuttora considerata un’importante componente delle loro medicine tradizionali per le sue numerose proprietà benefiche e in particolare in medicina ayurvedica per combattere una serie di sintomi legati a diversi problemi di salute.
Questa spezia può essere assunta per via o applicata sulla pelle, utilizzata come polvere (per esempio in capsule, o da disciogliere in un liquido), estratto (in etanolo o acqua), pasta, pomata e olio.
Le sue note proprietà alimentari e medicinali hanno attratto l’interesse non solo degli appassionati di cucina, ma anche dell’attuale medicina occidentale ed è oggetto di numerosi studi da parte del mondo medico/scientifico.
La curcuma contiene una sostanza attiva noto come “curcumina” che ne rappresenta il principale componente. La curcumina è un pigmento naturale responsabile della caratteristica colorazione gialla della curcuma, appartenente alla famiglia dei curcuminoidi (potenti agenti antiossidanti e coloranti).
La curcumina ha ottenuto un riconoscimento globale grazie alle sue potenti attività antinfiammatorie e antimicrobiche, ed è utilizzata in condizioni come diabete e artrite.
Inoltre, al pari della vitamina E, la curcumina è anche considerata un potente antiossidante in grado di contrastare efficacemente i radicali liberi.
Ha dimostrato di possedere proprietà antitumorali associate alla sua capacità di inibire l’attivazione di una proteina localizzata sulla superficie di alcune cellule, nota come EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico), che, se presente a livelli troppo elevati determina un’eccessiva proliferazione cellulare, bloccando la cascata di segnali associati alla proliferazione cellulare.
Vi è inoltre un crescente interesse da parte della ricerca sulla capacità della curcumina di prevenire o ritardare lo sviluppo di alcune malattie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer. La sua azione è stata valutata anche nel trattamento delle lesioni al cervello di tipo traumatico.

Controindicazioni ed effetti collaterali della curcuma

La curcuma è generalmente ben tollerata ed è stata riconosciuta dalla FDA tra le “Sostanze Generalmente Riconosciute come Sicure” (GRAS).
Tuttavia, non bisogna esagerare: il consumo eccessivo di curcuma, infatti, può causare irritazione e disturbi allo stomaco, nausea, diarrea e reazioni allergiche.
A tal proposito, secondo i consigli indicati dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) raccomanda di assumere nella normale dieta un quantitativo giornaliero di curcumina inferiore al 7% rispetto alla quantità giornaliera accettabile di 3 mg/kg/die, pari a circa un cucchiaino da tè.
In uno studio condotto su animali, la somministrazione di livelli di curcuma pari a 0,3 e 1,0% non ha mostrato effetti sulla crescita, le proteine sieriche totali, l’albumina, la globulina e il colesterolo. Mentre, livelli di curcuma pari al 10% hanno determinato una riduzione della quantità di cibo assunto.

 

Bibliografia

  • Bhat A, Mahalakshmi AM, Ray B, et al. Biofactors. 2019.
  • European Food Safety Authority – Panel on Food Additives and Nutrient Sources added to Food (ANS). Scientific Opinion on the re-evaluation of curcumin (E 100) as a food additive. EFSA Journal 2010; 8(9):1679
  • European Medicine Agency – Committee on Herbal Medicinal Products (HMPC). Assessment report on curcuma longa l. rhizoma. Emea/hmpc/456848/2008
  • Farmindustria – Farmaci & Vita. La biodisponibilità. Disponibile al link: http://www.farmaci-e-vita.it/cap_4_3_2.aspx?cap=4&parag=cap4parag3. Utlimo accesso: Luglio 2019
  • FDA- Department of health and human services- Subchapter b Part 182- substances generally recognized as safe. Disponibile al link: https://www.accessdata.fda.gov/scripts/cdrh/cfdocs/cfcfr/CFRSearch.cfm?CFRPart=182&showFR=1&subpartNode=21:3.0.1.1.13.1. (Ultimo accesso 16/01/2019)
  • Gopinath H, Karthikeyan K. Indian J Dermatol Venereol Leprol. 2018;84(1):16-21.
  • Gupta SC, Patchva S, Aggarwal BB. AAPS J. 2013;15(1):195-218.
  • Hatcher H, Planalp R, Cho J, et al. Cell Mol Life Sci. 2008;65(11):1631-52.
  • Hewlings SJ, Kalman DS. Foods. 2017;6(10). pii: E92.
  • Mishra S, Palanivelu K. Ann Indian Acad Neurol. 2008; 11(1): 13–9.
  • Nagpal M and Sood S. J Nat Sci Biol Med. 2013 Jan-Jun; 4(1): 3–7.
  • NCCIH-NIH. Turmeric. Disponibile al link: https://nccih.nih.gov/health/turmeric/ataglance.htm. (Ultimo accesso 16/01/2019)
  • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Società Italiana di Fitoterapia (SIFIT). Monografie di piante medicinali (volume 1). 2002. Disponibile al link: https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/42052/9241545178_vol1_ita.pdf;jsessionid=20D214BAB01DB4FEBED01931D7F16F9F?sequence=5. Ultimo accesso_ Luglio 2019.
  • Shoba G, Joy D, Joseph T, et al.Planta Med. 1998;64(4):353-6.